La BSE o sindrome della "mucca pazza" iniziò con una singola mucca agli inizi degli anni '70. L'animale ebbe una mutazione di un gene responsabile di una proteina del cervello, una mutazione come ne avvengono tante ogni giorno persino a noi.
Purtroppo però quella era destinata a creare il più grande disastro alimentare dell'industria Britannica sino a fare decine di morti. Politicamente il problema sanitario venne ignorato e così nel 1986 (quando la malattia venne identificata) migliaia di capi erano infettati e con loro diverse persone.La diffusione avveniva grazie alla pratica di ottenere farine proteiche dalle carcasse e riimmetterle nel ciclo alimentare degli animali sin dal 1926. I primi segnali vennero ignorati perché si era infettata solo una mucca ed i veterinari diagnosticarono una deficienza di magnesio, oppure avvelenamento da pesticidi o tetano o ancora qualcuno disse :"lo sa il Cielo cos'è". Cosi' la BSE venne identificata con 50.000 mucche infette , ma dato il lungo periodo di incubazione dovevano essere certamente di più.Il ministero della sanità dal canto suo minimizzò cercando di non creare allarmismi. Un errore fatale fu quello di non capire quanto poco bastasse per trasmettere l'infezione impedendo che questa entrasse nella catena alimentare umana.Oggi gli USA considerano la "mucca pazza" un problema non inglese,ma europeo, tuttavia puntano l'attenzione sulla difficoltà oggettiva che ha la scienza nel capire esattamente i meccanismi di contagio della malattia tra mammiferi. Degli studi condotti indipendentemente negli Stati Uniti e in Inghilterra, non sono riusciti ad evidenziare come il consumo di carne animale (tessuti nervosi compresi) possa trasmettere l'encefalite spongiforme. Si è visto però che una concausa scatenante può essere considerata l'associazione di organofosfati e la carenza di minerali.
Questo spiegherebbe come mai i casi di encefalite spongiforme si siano verificati in certe parti della Gran Bretagna che non possono essere associate al consumo di carne di vacca , ma all'esposizione a fattori di stress e carenze di minerali.