La crescente diffusione della vendemmia meccanica solleva nuove problematiche di gestione in cantina.
Per fotografare la situazione bastano alcune considerazioni:

  • Le macchine e l'uva: Il numero delle macchine vendemmiatrici è destinato ad incrementare notevolmente nei prossimi anni e con questo il quantitativo di uva raccolto.
  • I vigneti: L entità dei vigneti già pronti per essere vendemmiati a macchina è già adesso superiore a quanto viene effettivamente vendemmiato meccanicamente e comunque l ettarato "meccanizzabile" è destinato ad incrementare anno dopo anno soprattutto in considerazione dei nuovi impianti che via via sostituiranno i vecchi vigneti esistenti .
    Per questo sono più che mai urgenti soluzioni a problematiche, talune anche apparentemente banali, quali ad esempio la valutazione, ancora oggi molto soggettiva, ed il trattamento delle uve raccolte a macchina nelle differenti cantine sociali.
    Per questo si rende necessaria da parte delle cantine sociali uno sforzo ulteriore per aggiungere coerenza e competenza nella gestione di un prodotto particolare ma importante e che nel futuro inciderà sulla produzione totale di uva molto più di quanto accade oggi.
    Due importanti aspetti tecnico-gestionali riguardano :
    • Precedenza dei conferimenti delle uve raccolte a macchina
    • Riconoscimento della differenza di peso per l assenza del raspo
      Precedenza dei conferimenti delle uve raccolte a macchina.
      La precedenza nella pigiatura delle uve raccolte a macchina rispetto a quelle vendemmiate a mano deriva dall esigenza di dover pigiare l uva più ammostata nel più breve tempo possibile per evitare l avvio dei noti processi di fermentazione. Purtroppo questo unico ed importantissimo scopo che ha portato all istituzione del diritto di precedenza in tante cantine, è stato perso di vista tanto da portare oggi ad evidentissime contraddizioni. Prima fra tutte il fatto che in più di una cantina il diritto di precedenza vige solo negli orari non di punta e cessa la sera quando arriva il boom dei conferimenti costringendo i carichi vendemmiati a macchina a lunghe attese che possono anche toccare le due ore. Sarebbe più razionale fare l esatto contrario vale a dire nessuna precedenza fuori orario, dove l attesa sarebbe limitata, e concedere la precedenza nei momenti di punta.
      Tutto questo è tecnicamente abbastanza grave perché dà l impressione che le uve vendemmiate a macchina non vengano sufficientemente rispettate da parte di chi, amministratori di cantina, deve pretendere che i produttori operino con la massima professionalità e serietà.
      Ovviamente la contraddizione nasce dalle pressanti lamentele dei soci conferenti uve raccolte a mano a cui giustamente disturba vedersi di tanto in tanto sorpassati e che spesso erroneamente intendono il diritto di precedenza come un esigenza di carattere economico legata al costo della macchina nel caso di ricorso a contoterzista. Chiunque ha avuto modo di sentire borbottare che far perdere tempo ad una macchina vendemmiatrice è esattamente, dal punto di vista dei costi, la stessa cosa che far perdere tempo a 10-12 persone. In realtà però sia il viticoltore che raccoglie a mano sia quello che vendemmia a macchina non sono sprovveduti e si sanno organizzare, vale a dire che nessuno lascerebbe mai 10 12 persone con le mani in mano mentre si attende di svuotare un carro pieno, così come chi raccoglie a macchina non esiterebbe ad organizzarsi con un ulteriore cantiere di trasporto se rischiasse di far perdere tempo al contoterzista.
      Riconoscimento della differenza di peso per l'assenza del raspo.
      Il rischio di cadere in contraddizione, perdendo di vista l origine dei ragionamenti, c è anche quando si tratta del riconoscimento di una percentuale di compensazione del peso per l assenza dei raspi. L esigenza originaria è quella di riconoscere che il socio che conferisce uva raccolta a macchina non conferisce, o conferisce in minor percentuale, e questo a seconda delle varietà, i raspi. In considerazione del fatto che tutti i soci devono essere trattati allo stesso modo è doveroso o aumentare in percentuale il peso delle uve raccolte a macchina (ed è la cosa più semplice, magari con percentuali differenti a seconda delle varietà) o diminuire il peso delle uve raccolte a mano. Per certi versi si potrebbe anche ritenere giusto non riconoscere a chi conferisce uve raccolte a macchina la differenza percentuale di peso giustificando la scelta nei maggiori oneri che le uve raccolte a macchina impongono alla cantina con particolare riferimento alle pigiatrici specifiche che in tanti casi sono state introdotte.
      Con il tempo, quando la percentuale di uve raccolte a macchina aumenterà fino a raggiungere un prevedibile 50 %, il non riconoscimento dell assenza del raspo peserà ancora meno sul bilancio di chi raccoglie a macchina. Per altri aspetti invece non sono trascurabili le considerazioni di coloro che sostengono che i " disagi " che provoca la gestione della vendemmia meccanica deve essere considerato come un investimento della cantina in modernizzazione ed aggiornamento al quale tutti i soci devono partecipare visto che prima o poi direttamente od indirettamente, ognuno ne andrà a beneficiare.
      La Cantina ovviamente è libera di considerare le uve raccolte a macchina peggiori (perché per esempio solo adatte a fare rossissimo e non altro) ma queste sono altre considerazioni ed eventuali prezzi di riparto differenziati potrebbero coesistere con tutte queste considerazioni.
      Ma al di la del riconoscimento o meno della differenza di peso per l assenza di raspo è importante non confondere questa percentuale con la valutazione qualitativa delle uve
Claudio Corradi