Introduzione


La causa della mastite è piuttosto variabile e dipende da vari fattori. Una combinazione di alcuni o molti di questi fattori (ambiente, macchina mungitrice, igiene, alimentazione,…) aumenta il rischio di mastite. Perciò anche con il trattamento antibiotico la mastite rimane un problema.
I principali sintomi della mastite sono quelli ovvi della infiammazione: calore, rossore, dolore e gonfiore della mammella. Il latte appare macroscopicamente modificato e gli animali possono anche essere febbricitanti. Con la mastite subclinica non si riscontrano cambiamenti evidenti a livello della mammella, tuttavia la conta delle cellule somatiche nel latte risulta elevata (SSC) e la sua composizione anormale.
La somministrazione dei rimedi omeopatici offre diversi vantaggi. Tra questi la vacca può essere trattata durante la lattazione. Gli agricoltori biologici preferiscono trattare gli animali usando medicamenti naturali. Molto è stato detto sui vantaggi dell'uso della omeopatia, tuttavia sull'efficacia di questo tipo di trattamento esistono molto pochi studi.
Nel progetto della comunità europea "Organic Livestock Farming" sono stati studiati gli effetti sulle vacche del cambiamento dall'allevamento convenzionale a quello biologico. Uno degli obiettivi è stato la valutazione degli effetti di sei differenti rimedi omeopatici usati per il trattamento della mastite subclinica e gli effetti di questi rimedi sul conteggio delle cellule somatiche.

Materiali e metodi

E' stato usato il metodo del doppio cieco. Soluzione salina isotonica è stata usata come placebo. Per l'analisi batteriologica e biochimica circa 50 ml del primo latte sono stati raccolti da ogni quarto appena prima della mungitura del mattino.
I suggerimenti di alcuni veterinari omeopati e un esperimento preliminare hanno indicato di testare i seguenti rimedi.

Rimedi omeopatici:

Echinacea D2
Mercurius corr. D6
Phytolacca D10
Lachesis D8
Phellandrium D12
Silicea D6
I rimedi sono stati diluiti in soluzione salina isotonica per portarne la concentrazione di alcol a circa 10 vol.% come limite.
L'esperimento è cominciato con circa 150 vacche (Holstein-Friesian) colpite da mastite subclinica. Si sono trattate solo le vacche il cui latte negli ultimi due mesi ha registrato alla conta delle cellule somatiche valori compresi tra 300.000 e 600.000 cellule per ml di latte. Alla fine dell'esperimento i risultati ottenuti da un totale di 104 vacche allevate in cinque aziende agricole diverse è stato analizzato statisticamente.

Mastite prima del trattamento

Campioni del primo latte dai quarti sono stati raccolti tre volte prima e tre volte dopo il trattamento. I campioni sono stati raccolti a distanza di una settimana l'uno dall'altro. Per la diagnosi di mastite nei campioni sono stati analizzati i seguenti parametri: esame batteriologico, attività dell'enzima lattato-deidrogenasi (LDH) e conteggio delle cellule somatiche. Si è diagnosticata la mastite quando la media aritmetica del conteggio delle cellule somatiche dei tre campioni è risultata più alta di 250.000 cellule/ml e quando un microorganismo patogeno per la mammella è stato isolato in due delle tre analisi batteriologiche.
Inoltre si è esaminata l'attività dell'enzima LDH. Questo enzima è un indicatore molto sensibile della presenza di mastite e aumenta durante l'infezione. Il valore soglia dell'attività di questo enzima nel latte normale proveniente da quarti sani è 85 U/L. Quando si supera questo valore, si è in presenza di mastite.

Pag. 1 di 2
Paola Bertinetti