Negli Stati Uniti ogni anno vengono prodotte molte migliaia di tonnellate di carcasse animali. Infatti oltre al numero di animali morti, devono essere aggiungere quelli morti o abbattuti per eventi eccezionali, quali la Peste suina classica, l'Afta, e catastrofi naturali. Il problema maggiore legato allo smaltimento, è dato dalla ricerca di un metodo che garantisca le misure igienico sanitarie, di biosicurezza ed ambientali.

Trasfromazione al di fuori dell'allevamento

Produzione di farine di carne: La trasformazione delle carcasse in farina di carne, è sicuramente la migliore tecnica per trasformare queste proteine in maniera biologicamente sicura. L'unico problema che si riscontra negli stati uniti, ed ora anche in Europa (dopo la proibizione dell'uso delle farine nei mangimi animali, a causa della BSE), è che si assiste ad una diminuzione delle aziende di produzione delle farine, a causa delle misure adottate dalla EPA e dalla diminuzione dei prezzi del grasso animale, proteine e pelli. Questo ha portato ad una situazione, ove le aziende che trasformano in farine le carcasse, si trovano ubicate in luoghi non sempre vicini agli allevamenti, ed i costi di trasporto risultano pertanto elevati.

Fermentazione: Permette di immagazzinare le carcasse per almeno 25 settimane, ottenendo un prodotto finale facile da insilare e ricco di nutrienti, che potrà essere trasformato in farina animale,. In questo modo, il produttore può accumulare le carcasse ed ottimizzare i prezzi del trasporto alle aziende di trasformazione. Riguardo alle patologie, esistono diversi studi secondo i quali il virus della Malattia di Aujeszky, viene inattivato tra i 20°C ed i 30°C, ma sopravvive per 2 giorni a 10°C e fino a 9 giorni a 5°C. La temperatura ottimale per una buona fermentazione si aggira sui 35°C, ma l'insilamento avviene a temperatura ambiente, pertanto nelle regioni fredde, potrebbe non avvenire l'inattivazione del virus. D'altra parte, fermentazioni attuate con l'ausilio di Lactobacillus acidophilus permettono la distruzione di diversi batteri, quali la Salmonella ssp., Salmonella typhimurium ed il Clostridium botulinum. Un buon insilato può mantenersi stabile per alcuni mesi, e di seguito essere adatto alla trasformazione in farina di carne. Un altro uso delle farine potrebbe essere rivolto verso animali, quali i visoni o le volpi.

In allevamento:

Interramento: Fortemente sconsigliato, in quanto può essere fonte di contaminazione di falde acquifere, soprattutto in zone con terra arenaria. Inoltre alcuni animali selvatici possono dissotterrare le carcasse, rendendo possibili epidemie nel territorio.
Infossamento: Metodo utilizzato soprattutto negli allevamenti da polli. Si costruiscono facilmente e hanno pareti solide. Le carcasse però possono attraverso la fermentazione anerobia, provocare la formazione di cattivi odori.

Incenerimento: L'incenerimento elimina tutti i possibili patogeni, ma in alcuni paesi è vietata.

Composit: Il compostaggio delle carcasse è una produzione inodore, inoffensiva e generalmente rispetta le norme di igiene e sicurezza, e può essere utilizzato come fertilizzante del terreno. Una successione di microrganismi mesofili, termofili, alcuni batteri, funghi e actinomices, si alimentano del substrato organico e producono biossido di carbonio, acqua, minerali ed humus. La rapidità e l'efficacia del processo aerobico, dipenderà dalla temperatura, nutrienti, umidità, disponibilità di ossigeno e dalla dimensione del substrato. Si tratta di un sistema che può risultare dispendioso.

Utilizzarli come alimento per altri animali senza processarli: Esiste la possibilità di alimentare alcuni animali con le carcasse suine, ma può risultare alquanto rischioso. In Europa è infatti proibito In Minnesota vengono usati per l'alimentazione dei visoni, ma anche dei caimani e coccodrilli.

Paola Bertinetti