Dopo una lunga attesa, è stato pubblicato, nell'Agosto del 2000, il nuovo manuale relativo all'alimentazione delle vacche da latte del National Research Council (NRC) americano.
Come le precedenti versioni, anche in questo caso, lo scopo dell'edizione è di fare il punto della situazione delle conoscenze attuali nel campo dell'alimentazione della vacca da latte e gettare le basi su cui partire per i prossimi sviluppi. Penso che questo manuale diventerà, come i precedenti, lo standard di riferimento con cui confrontarsi.
E' un'edizione, rispetto alle precedenti più completa che si scompone in funzione delle varie fasi della vita produttiva dell'animale ed analizza anche le possibili influenze dell'alimentazione sulle suddette.
La grande rivoluzione sta nel calcolo del "total digestible nutrients" (TDN); si parte dai dati di composizione piuttosto che, da quelli sperimentali; mentre per quel che riguarda l'energia netta di lattazione (Enl) l'enorme differenza con le precedenti edizioni è relativa al fatto che, nel calcolo del suo valore vengono considerati sia il livello di ingestione della sostanza secca sia la digeribilità della razione in toto.
Vengono così presi in considerazione gli effetti, ambientali o sanitari che vanno ad incidere sull'ingestione di sostanza secca, fattore chiave sia nel calcolo dei fabbisogni sia nella previsione delle produzioni.
Volendo riassumere, il dato fondamentale è che, il valore dell'energia netta non è costante.
A proposito di ingestione di sostanza secca è inserita nell'NRC 2001 un'equazione per la stima della stessa che tiene conto sia della produzione di latte, di cui viene considerato anche il valore energetico, tenendo conto della percentuale di grasso, proteine e lattosio; che del peso corporeo e del numero dei giorni di lattazione.
Nel capitolo relativo alle proteine non c'è solo una cambiamento nella terminologia ma, anche riguardo i fabbisogni, le informazioni relative agli aminoacidi e lo schema dell'utilizzazione delle proteine stesse.
La nuova terminologia prevede la suddivisione in RUP proteina indegradabile a livello ruminale, e in RDP proteina degradabile a livello ruminale.
Un alimento avrà pertanto: una parte indigeribile (parte della RUP), una rapidamente degradabile (parte della RDP) ed una parte digeribile potenzialmente degradabile che può essere parte sia della RDP che della RUP.
Come per l'Enl, il contenuto in RUP degli alimenti non è fisso, così come la sua degradabilità. Sono stati inoltre aggiornati i fabbisogni in proteina metabolizzabile (MP) dell'animale.
L'azoto derivante dalla proteina endogena è stato considerato nella stima dei fabbisogni proteici.
Questi calcoli hanno l'obiettivo di ridurre i costi alimentari per unità di latte prodotto, ottimizzando l'efficienza proteica. Inoltre come per il sistema Cornell si può anche parlare di un minor inquinamento ambientale.
Nel calcolo dei fabbisogni minerali si è partiti dall'assunto che la supplementazione di minerali attraverso la dieta non è uguale alla quantità assorbita, ossia bisogna tenere conto della biodisponibiltà.
Per le vitamine la modifica principale è che vengono trascurati completamente i contenuti vitaminici degli alimenti ad eccezione per la vitamina E, per cui i fabbisogni dovranno essere coperti esclusivamente dalla supplementazione data dalla dieta.
Infine possiamo dire che c'è stata un'importante rivisitazione delle tavole degli alimenti.
Il nostro lavoro sarà quindi quello di ri-testare sul campo italiano queste indicazioni al fine di migliorare la produttività e diminuire l'impatto ambientale.

Renato Panzeri