Tutti noi conosciamo e abbiamo praticamente provato come la somministrazione di un'adeguata quantità di colostro nelle prime ore di vita dell'animale può ridurre la mortalità e la morbilità nei vitelli neonati.
Non è corretto parlare di litri di colostro ma, dovremmo parlare di quantità di Ig (immunoglobuline) che varia in funzione del volume del colostro e della concentrazione delle Ig nello stesso. Siccome non è così facile somministrare molto colostro al vitello il parametro su cui dobbiamo basarci per parlare di qualità è la concentrazione.
Maggiore è la concentrazione di Ig di colostro più alto sarà il suo valore.
Quest'ultima varia notevolmente tra le vacche e non può essere prevista o determinata su aspetti visivi del colostro stesso.
Al contempo dobbiamo anche ricordare seppur possa sembrare difficile l'istaurarsi di una metodica di selezione del colostro da somministrare ai vitelli, questa deve essere introdotta in un moderno allevamento visti i risultati economici molto vantaggiosi che apporta.
La stima meno costosa, in termini di tempo e di denaro, per valutare la concentrazione di Ig nel colostro è quella che prevede l'uso di un idrometro (colostrometro), che sfrutta il fatto che maggiore è la gravità specifica del colostro maggiore è il suo contenuto di Ig.
Questa stima sebbene economicamente vantaggiosa è un compromesso in quanto il valore o la colorazione fornita (a seconda di colostrometro che si utilizza) è influenzato da: il contenuto proteico totale, la temperatura di misura e la popolazione a cui appartiene l'animale che l'ha prodotto.
I valori e le stime a cui fanno riferimento le considerazioni seguenti considerano un colostro ad una temperatura tra i 20 e i 32 °C con misure dopo 1 ora dalla munta su campioni di 4 litri.
Da uno studio di 1085 colostri, nel 2001 Morin ha definito i seguenti possibili fattori di variazione.
La razza, infatti, il colostro di vacche di razza Bruna e Ayrshire hanno valori inferiori rispetto a Jersey e Frisona.
L'ordine di parto: le vacche di primo o secondo parto hanno valori inferiori a quelli di terzo o superiore.
Questo è un dato che si conosceva già da diversi anni e infatti già si consigliava di somministrare solo colostro di vacche con parto superiore al terzo ma, a volte questo non è possibile per la predominanza di animali giovani nelle mandrie affette da elevata rimonta.

Tabella 1 Effetto della razza e dell'ordine di parto sulla gravità specifica del colostro
Variabile
Gravità specifica
Razza
Bruna
1,0473±0,0013
Ayshire
1,0488±0,0015
Jersey
1,0508±0,0009
Holstein
1,0524±0,0005
Lattazione
1
1,0483±0,0007
2
1,0495±0,0008
3
1,0516±0,0009
>3
1,0509±0,0009
Da Mourin et al. J. Dairy Sci. 84:937-943


Si ricordi inoltre che l'effetto del mese di parto è superiore a quello del numero di lattazione ossia è più influente sul quantitativo di Ig nel colostro il mese di parto che l'età. Le vacche che partoriscono in estate hanno un colostro con una gravità specifica inferiore a quelle che partoriscono in autunno. Tutto ciò molto probabilmente dovuto allo stress termico che riduce la concentrazione di proteine, IgG, IgA (due tipi di immunoglobuline), grasso e lattosio (Nardone , 1997)
L'annata, come per il vino, ha anch'essa la sua influenza positiva o negativa.
La durata dell'asciutta al contrario non ha dimostrato nessun effetto.
Tutto ciò potrebbe sembrare una buona scusa per non valutare il colostro e non avere quindi una banca del colostro a disposizione ma, a conti fatti tenendo presente le seguenti considerazioni e visto il notevole impatto economico perché non investire qualche minuto in sanità del vitello?
Per ben operare si ricordi di:

  • Usare sempre lo stesso colostrometro;
  • Crearsi una banca dati aziendale, visto l'influenza che può avere la popolazione e l'annata;
  • Mantenere sempre la stessa quantità e temperatura di lettura;
  • Adeguare le soglie di scelta alla stagione.
Renato Panzeri