Nel precedente incontro abbiamo descritto quali siano le azioni da attuare per evitare la presenza e la trasmissione di malattie parassitarie in allevamento, vediamo ora quali sono i parassiti maggiormente diffusi all'interno degli allevamenti cunicoli:

- Coccidiosi:
Tra le malattie parassitarie che colpiscono il coniglio, le coccidiosi, sono sicuramente le più rappresentate. Tutti i coccidi che infestano il coniglio appartengono al genere Eimeria. Esistono due tipi di coccidiosi nel coniglio: intestinale ed epatica.
La coccidiosi intestinale è sostenuta da diverse specie di Eimeria, ognuna con localizzazione in un diverso tratto dell'intestino ed ognuna con una diversa patogenicità. La coccidiosi epatica è sostenuta invece da una sola specie (E.stiedae) con localizzazione limitata al fegato. Il coccidio è un protozoo il cui ciclo biologico consta di due fasi. La prima fase si svolge all'interno dell'ospite ed inizia con l'ingestione di oocisti mature le quali rilasciano le forme infestanti, i cosiddetti sporozoiti, le quali replicano all'interno dell'organo bersaglio (fegato od intestino) passando attraverso varie fasi di replicazione asessuata seguite da un'ultima fase sessuata rilasciando poi nelle feci le oocisti immature. Qui inizia la seconda fase che si svolge nell'ambiente esterno: le oocisti, una volta rilasciate con le feci, maturano sul terreno dando origine ad oocisti infettanti che rimangono in una fase di latenza (l'oociste è una forma di resistenza) fino a che un nuovo ospite non le ingerisce. Percio', soprattutto per questa patologia, è necessaria un'adeguata rimozione delle feci insieme alle quali viene eliminato anche l'agente eziologico della malattia. Le coccidiosi sono patologie che passano per lo più inosservate determinando solo un calo della produttività,piu' o meno marcato, e nei casi gravi portano a diarrea e grave deperimento del soggetto fino anche alla morte. Oltre alla profilassi igienico-sanitaria si può anche intraprendere una terapia con anticoccidici (per lo più sulfamidici e trimetroprim) stando bene attenti ai tempi di sospensione del farmaco prima della macellazione.

- Verminosi:
Patologie sostenute da elminti appartenenti ai generi Passalurus, Graphidium e Trichuris. Tali parassitosi passano per lo più inosservate e nella maggior parte dei casi solo l'occhio attento dell'allevatore può rendersi conto del calo di produttività a cui portano. Queste verminosi possono colpire l'apparato respiratorio o digerente a seconda della specie in questione.Anche qui l'igiene dell'allevamento rappresenta la migliore arma di difesa mentre per l'intervento chemioterapico è necessario conoscere esattamente l'agente eziologico volta per volta al fine di poter scegliere il farmaco adatto in quanto non tutti gli elminti sono ugualmente sensibili.

- Cisticercosi:
Sostenute dalle forme larvali di Taenia pisiformis e serialis del cane e Taenia taenieformis del gatto. Cani e gatti colpiti dalle forme adulte di tali parassiti rilasciano nell'ambiente le proglottidi gravide che possono essere ingerite dai conigli e dare localizzazioni peritoneali o epatoperitoneali con presenza, all'esame anatomo-patologico, di cisti piene di liquido sull'omento o al di sotto della sierosa del fegato.

- Rogna:
La rogna si presenta sotto tre forme a seconda dell'agente eziologico: rogna psoroptica, rogna sarcoptica e rogna demodettica.
- Rogna psoroptica o rogna auricolare: sostenuta da Psoroptes cunicoli. E' un piccolo acaro la cui femmina raggiunge anche le dimensioni di un millimetro.Si insedia all'interno del condotto auricolare esterno dove si riproduce. Il suo apparato buccale è dotato di cheliceri capaci di incidere la cute dell'ospite determinando la fuoriuscita di linfa la quale si crostifica provocando intenso prurito e stimolando il grattamento da parte dell'animale il quale si provoca ulteriori lesioni. La patologia è riconoscibile per la comparsa di croste scure all'interno del padiglione auricolare.
- Rogna sarcoptica:sostenuta da Sarcoptes scabiei. E' un altro piccolo acaro che scava gallerie sotto lo strato cheratinizzato della cute dove si nutre di linfa e si riproduce deponendo in loco le uova. Anch'esso provoca intenso prurito e il riflesso del grattamento dell'animale comporta la comparsa di ulteriori lesioni aggravate dall'insediamento di batteri presenti nell'ambiente esterno i quali danno luogo molte volte alla comparsa di pus.
Le lesioni compaiono in particolare sul dorso,sulla testa,sugli arti e ai genitali.
Entrambe le forme di rogna sono altamente contagiose per cui è necessario isolare gli animali infetti e trattare tutto l'allevamento. Il farmaco di elezione è l'ivermectina da utilizzare per iniezione sottocutanea inoltre le zone colpite devono essere trattate con disinfettanti a base di cresolo o piretroidi.

- Tigna:
Malattia fungina sostenuta da due specie di miceti:Tricophyton mentagrophytes e Microsporum canis. Tale malattia si manifesta con perdita di pelo e senza prurito ed è caratterizzata da alta contagiosità in quanto le ife fungine (responsabili della trasmissione) si disperdono nell'ambiente insieme ai peli caduti. E' necessario fare molta attenzione in quanto la tigna è una zoonosi (trasmissibile all'uomo).

Cristiano Papeschi