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Le parassitosi rappresentano, ancor oggi, una delle principali preoccupazioni per gli allevatori operanti in qualunque campo della zootecnia. Il coniglio, alla pari di tutte le altre specie animali, viene colpito, in maniera più o meno grave, da diversi parassiti. Le malattie virali e batteriche vengono, erroneamente, considerate da molti come più pericolose delle malattie parassitarie. A differenza delle prime le parassitosi non danno quasi mai una sintomatologia evidente e solo raramente portano alla morte l'animale. Ma l'impatto di queste patologie sulla produttività è sicuramente rilevante. La minore mortalità viene infatti compensata, per lo più, da un calo delle produzioni. La presenza del parassita (qualunque esso sia) comporta uno stress continuo sull'animale, una diminuzione dell'ingestione di alimento, un calo degli indici di conversione che, a conti fatti, può andare a ledere anche in maniera determinante il bilancio dell'allevamento. La diffusione di una parassitosi all'interno di un allevamento è influenzata da diversi parametri. Alla base di tutto c'è la pulizia: una buona profilassi igienico-sanitaria è il primo passo nella lotta alle parassitosi. E' necessario che le gabbie siano interamente in rete metallica in modo da permettere una disinfezione adeguata magari seguita da flambatura delle superfici; la pulizia delle mangiatoie ove non deve residuare cibo; la presenza di abbeveratoi a goccia che non permettano il ristagno di acqua. La ciclicità della produzione permette di attuare il cosiddetto "tutto pieno, tutto vuoto": con questo sistema l'alternanza di animali nelle gabbie, con periodo di vuoto sanitario permettono una corretta gestione delle fasi di pulizia e disinfezione delle gabbie, prima dell'introduzione di un nuovo ciclo. Le feci devono essere rimosse in continuazione e soprattutto bisogna fare attenzione che non rimangano residui all'interno della gabbia: infatti le feci fungono da vettore delle uova di numerosi parassiti intestinali che in questa maniera possono venire a contatto con altri ospiti e quindi infettarli. La densità dei soggetti deve essere tenuta presente nei piani di gestione dell'allevamento in quanto, il sovraffollamento porta ad un maggiore contatto tra animale ed animale facilitando il passaggio del parassita da un soggetto ad un altro. Le condizioni microclimatiche di allevamento devono permettere all'animale di non soffrire né il caldo, né il freddo, né un'eccessiva o insufficiente umidità sia per evitare inutili stress all'animale (che lo rendono maggiormente recettivo a tutte le malattie) sia perché possono favorire la maturazione di uova o forme larvali di certuni parassiti. Vedremo nel prossimo incontro le malattie parassitarie più diffuse nei nostri allevamenti. |
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Cristiano Papeschi
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