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Cosa è l'AFTA EPIZOOTICA
L'afta epizootica è una malattia virale altamente contagiosa causata da
un virus (Aphtovirus) appartenente alla famiglia Picornaviridae. Il virus
ha un'alta variabilità antigenica per cui ne esistono diversi varianti
(sierotipi). Oltre ai bovini, colpisce altri animali come suini, piccoli
ruminanti ed ungulati selvatici.
Il più delle volte, il virus penetra per via respiratoria, in quanto le
particelle virali si trovano nell'aria. Una volta penetrato, il virus
replica una prima volta a livello della mucosa oro-faringea, con la formazione
di vescicole che rimangono il più delle volte inosservate. Dopo di che
il virus passa nel circolo sanguigno per localizzarsi poi nella cute e
nelle mucose.
L'infezione può avvenire anche tramite ferite della pelle, o dell'apparato
digerente. Un'ulteriore forma di contagio può essere quella genitale,
al momento dell'accoppiamento.
Il virus ha come localizzazioni preferenziali la cute (in particolare
lo strato spinoso), la mammella ed il cuore (miocardio). Il contagio viene
trasmesso:
- attraverso il liquido delle vescicole, se gli animali si trovano
a stretto contatto tra di loro;
- per via indiretta: tramite alimenti o strumenti contaminati (acqua,
mangime, seme maschile, oggetti d'uso);
- per via aerogena:il vapore acqueo espulso dall'animale con la respirazione
contiene le particelle virali che si disperdono nell'aria e possono
essere veicolate anche a distanze notevoli, e colpire quindi anche allevamenti
molto lontani.
Sintomatologia:
Il periodo di incubazione varia da qualche giorno a due settimane. Nei
bovini, si hanno inizialmente abbattimento, febbre, calo della produzione
lattea, arresto della ruminazione. A questi primi sintomi, non specifici,
fa seguito la comparsa delle vescicole (afte), soprattutto su arti, bocca
e mammelle. Le afte si rompono facilmente, disperdendo nell'ambiente il
liquido in esse contenuto.
A livello degli unghielli si hanno lesioni dovute alla comparsa delle
vescicole e alla contaminazione di batteri ambientali, che provocano aggravamento
della sintomatologia e fenomeni necrotico-purulenti.
Si possono riscontrare afte anche a livello di corna, occhi, ano e genitali.
Nel suino, bisogna fare attenzione alla diagnosi differenziale con le
altre malattie vescicolari (esantema virale, malattia vescicolare e stomatite
vescicolare), anch'esse virali, con cui è facile fare confusione. Nella
pecora, la sintomatologia è attenuata e tante volte passa anche inosservata,
e bisogna stare attenti a non confondere l'afta con l'ectima (anch'essa
contagiosa, ma meno grave).
Comunque, clinicamente non è possibile emettere una diagnosi di afta,
ma solamente di malattia vescicolare; quindi resta al laboratorio il verdetto
finale. Per poter attuare dei piani di profilassi è necessario tenere
in considerazione l'alta diffusibilità del contagio, l'elevata mobilità
degli animali, la molteplicità delle specie sensibili e la resistenza
del virus (molto resistente in ambiente esterno, anche a condizioni proibitive
per altri virus). In caso di minaccia, si impone il divieto di importazione
di animali recettivi, di carne e derivati. In caso di allevamento infetto,
il focolaio viene delimitato nel modo seguente:
- zona infetta: allevamento in cui è stata diagnosticata la malattia
- zona di protezione peri-focale: diametro 2-5 Km
- zona di sorveglianza: 10-15 Km di diametro
L'allevamento viene sequestrato e viene imposto l'abbattimento di tutti
gli animali presenti, la distruzione delle carcasse e la disinfezione
di mezzi e strutture
L'allevamento rimane poi vuoto per 6 mesi.
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