SOLE  Sorge 6:41 Tramonta 19:47

Crescente
MAILING LIST
Iscriviti alla mailing list


La fisiologia delle conifere è diversa da quella delle latifoglie e di conseguenza saranno diverse anche le tecniche cesorie da applicarsi.

Quando la punta di una conifera si spezza, o viene tagliata, i rami immediatamente sottostanti si incurvano per sostituirla

L'intensità di ricaccio di nuovi getti dopo un taglio è molto modesta e in molti casi risulta nulla.
Inoltre se amputiamo la cima di una conifera il proseguimento della crescita è garantita da una ramificazione sottostante il taglio, che si incurva per sostituire l'apice.
Quindi si può affermare che, se già le potature sulle latifoglie sono da limitare, per le conifere sono da evitare il più possibile. Esse infatti, avendo minori capacità di reazione, restano più visibilmente mutilate da interventi cesori errati.

Per quanto riguarda l'impiego di sostanze disinfettanti e cicatrizzanti, bisogna ricordare che, la quasi totalità delle conifere, dopo il taglio, produce delle speciali resine con un alto contenuto asettico ed impermeabilizzante che, rende inutile l'utilizzo di qualsiasi altro prodotto cicatrizzante.

Per le conifere, il periodo più idoneo per la potatura è quello tardo invernale, in cui il soggetto è in riposo vegetativo, evitando le giornate di freddo eccessivo con il rischio di gelate.
Per quanto riguarda la rimonda e la spalcatura di rami secchi non vi sono limitazioni.

SEGNALA UN SITO | EMAIL | AGRITURISMO | PICCOLI ANIMALI | CLINICHE VETERINARIE AGRONOMIA | BORSA MERCI | METEO | FIERE | SCADENZE | INDICI GENETICI
AGRIWWW - Il Portale Italiano della Natura © AGRIWWW s.r.l. 2001

Tutto il materiale contenuto in questo sito è materiale elaborato da AGRIWWW s.r.l. E' vietata la riproduzione.
Sito ottimizzato per Internet Explorer 5.X e Netscape Navigator V. 6.X

::::: Powered by J-Service snc - www.jservice.com - web@jservice.com :::::